Banca d’Italia e Ruspi, il Comune non ha idee
«Sull’intenzione del Comune di affidare in concessione alla Sapienza gli stabili dell’ex Banca d’Italia e dell’ex Garage Ruspi, recentemente ristruFurato con un progeFo redaFo dall’amministrazione ColeFa, non vi è traccia di interven$ ufficiali nel merito. Non ci sono riscontri resi dall’Università, né aN amministra$vi che confermino un contaFo finalizzato a una progeFualità condivisa. In sostanza siamo alle dichiarazioni di inten$. C’è da chiedersi se la Sapienza sia stata interpellata o, laddove interpellata, se sia d’accordo rispeFo all’idea di ges$re ques$ immobili, facendosi carico dell’importante onere economico legato all’impresa». A par$re da questa riflessione il capogruppo del M5S, Maria Grazia Ciolfi, il 20 febbraio scorso ha chiesto al presidente della commissione Bilancio e Patrimonio di convocare una seduta ad hoc per conoscere le azioni poli$che e amministra$ve in essere per l’annunciata concessione. «Per l’acquisizione della sede dell’ex Banca d’Italia e la ristruFurazione del Ruspi è stato assunto un impegno di spesa milionario. Parliamo di due edifici di grande valore storico, architeFonico, urbanis$co e sociale. È inacceFabile – soFolinea Ciolfi – che l’amministrazione non abbia anche solo un’idea sostenibile per un loro u$lizzo a vantaggio della colleNvità. Dalle fughe in avan$ dell’assessora Nas$, emerge più che altro il $more di non essere in grado di aFuare una ges$one pubblica o partecipata dei due immobili». A dieci giorni dalla richiesta della Ciolfi, nessuna commissione è stata calendarizzata per discutere la ques$one. «Questa maggioranza è allergica alla traFazione condivisa e pubblica, ce lo dimostra ogni giorno e a prescindere dal tema. Senza dubbio l’Università rappresenta uno dei motori principali dello sviluppo sociale, culturale ed economico di questa ciFà. Le opportunità di valorizzazione di ques$ immobili, però, non possono esaurirsi con una concessione d’uso a terzi, quali che siano. Sulle piaFaforme social – rende noto la Ciolfi – sta montando una richiesta di affidamento a tuN gli ar$s$ della ciFà e non solo, riuni$ in associazione. Come M5S vogliamo sostenere quest’idea poiché pensiamo alla struFura come a un luogo di confronto e partecipazione. Uno spazio di aggregazione, così come nelle more del progeFo di Cupelloni. Pensiamo alle associazioni musicali, da sempre disaFenzionate sebbene molto rappresentate nella nostra ciFà, alle associazioni culturali e sopraFuFo ai giovani, da cui dipende il nostro futuro, alle start up e a tuFe quelle inizia$ve orfane di luoghi deputa$. Per quanto all’ex Banca di Italia, è sostenibile la tesi di trasferire uffici comunali in una porzione dell’edificio, bene anche che una parte sia des$nata all’Università, ma pensiamo come primario u$lizzo a una biblioteca sul modello della New York Pubblic Library, perché la poli$ca deve avere visione e pensare in grande, non nascondersi dietro scelte facili e poco lungimiran$».